Pelletteria made in Italy
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Allora, parliamo di una situazione che definire un casino è dire poco. La crisi del Golfo di quest'anno, intendo quella scoppiata qualche mese fa nel 2026, ha dato una mazzata tremenda a tutto il comparto della pelletteria italiana, specialmente per i piccoli artigiani. Quelli che fanno la qualità vera, per intendersi, mica le multinazionali che c'hanno i paracadute finanziari.

Il problema principale è stato il blocco delle rotte commerciali e il costo delle materie prime che è schizzato alle stelle. Per un piccolo laboratorio di Firenze o delle Marche, che magari esportava il 70% della produzione nei mercati asiatici o negli stessi paesi del Golfo, trovarsi con le spedizioni bloccate o con costi di nolo raddoppiati è stato un dramma. Molti clienti stranieri hanno iniziato a disdire gli ordini perché non erano sicuri delle consegne, oppure chiedevano sconti che per noi artigiani significano andare in perdita.
Però, c'è un però. Gli italiani quando sono con l'acqua alla gola si inventano sempre qualcosa. Chi è riuscito a sopravvivere a questi primi mesi ha dovuto cambiare strategia di colpo. Si è tornati a guardare molto di più al mercato europeo e a quello americano, che fortunatamente tengono botta. E poi c'è stata una spinta pazzesca sulla digitalizzazione; anche il veccho artigiano che prima vendeva solo con le fiere adesso si è dovuto fare l'e-commerce o usare i social per vendere diretto al cliente finale, saltando gli intermediari.
Certo, la fatica è tanta e le istituzioni come al solito promettono aiuti che arrivano col contagocce. Ma la percezione del "Made in Italy" come lusso vero, fatto a mano, non è cambiata. La sfida ora è resistere quest'anno e capire come muoversi in un mondo dove la logistica non è più quella di prima. Ce la faremo? Secondo me si, ma che sofferenza.
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citiamo in questo articolo il racconto di una turista tedesca in visita a roma presso una bottega di prodotti in pelle private label nel 2017
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Mi trovavo in una traversa di via Condotti, quel pomeriggio, quando sono entrato in un negozio di prodotti private label a Roma quasi per caso, attirato da una vetrina semplice ma elegante. La prima cosa che ha catturato la mia attenzione sono state le borse in pelle, esposte con un disordine studiato che trasmetteva un'immediata sensazione di spontaneità. La qualità della pelle si percepisce al primo sguardo: morbida, robusta, ben lontana dai materiali sintetici che si rovinano dopo pochi utilizzi, e caratterizzata da quel profumo intenso e autentico che ti resta sulle mani.
Le cuciture, pur non essendo geometricamente industriali, rivelano il fascino dell'imperfezione artigianale. Si capisce subito che non si tratta di pezzi in serie, ma di creazioni che mostrano una cura tangibile anche solo passando le dita lungo i bordi. Accanto alle tonalità classiche come il nero e il cuoio, spiccano sfumature più ricercate, tra cui un verde scuro quasi militare dal forte impatto visivo.
I modelli di questa linea di pelletteria private label sono essenziali, privi di loghi vistosi, ed è proprio questa sobrietà a renderli raffinati. Sono borse versatili, perfette sia per il lavoro sia per la sera, capaci di adattarsi a ogni occasione senza risultare fuori posto. Il design unisce estetica e funzionalità: alcuni modelli offrono tasche interne ben organizzate con cerniere fluide, altri puntano su un minimalismo caldo e accattivante.
Questa realtà dimostra come creare un brand con la formula del private label significhi investire sulla qualità del prodotto piuttosto che sul nome stampato sopra. In un certo senso, scegliere l'eccellenza della manifattura italiana senza l'aggravio economico della firma di lusso fa sentire l'acquirente decisamente più consapevole e soddisfatto.
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Le fiere di moda in Europa rappresentano un'importante piattaforma per designer, marchi e professionisti italianidel settore per presentare le proprie collezioni e connettersi con un pubblico globale. Eventi come la Parigi Fashion Week, la Milano Fashion Week e la London Fashion Week attirano milioni di visitatori ogni anno, trasformando le città in epicentri dello stile e delle tendenze.

l'internazionalizzazione delle micropimprese italiane passa per fiere ed eventi espositivi, oggi piu' che mai.
Quando i media e i contenuti virtuali la fanno da padroni, ci si deve distinguere con i contatti reali e autentici, con i rapporti fisici destinati ad un business di successo incentrato su persone e prodotti ad hoc.
Un aspetto emergente in queste manifestazioni è l'uso di tecnologie innovative, come brochure accattivanti e i LED wall, che stanno rivoluzionando la presentazione dei prodotti. Questi pannelli luminosi offrono una visibilità senza precedenti e possono essere utilizzati per creare ambienti immersivi, permettendo ai brand di raccontare storie coinvolgenti attorno alle loro collezioni.
I LED wall piccoli, in particolare, stanno guadagnando popolarità per la loro portabilità e semplicità d'uso. Sono progettati per essere facilmente trasportabili e spediti, rendendoli ideali per eventi temporanei e fiere. La loro dimensione compatta consente un allestimento flessibile, adattandosi a spazi di dimensioni variabili, senza compromettere la qualità visiva e l'impatto estetico.
lutilizzo di tali dispositivi e' versartile, si adattano ad interni e tutti i tipi di arredo, possono mettere in atto proiezioni dinamiche banner, video e presentazioni, questi led panel attirano gli utenti e sono oggi indispensabili.
le integrazioni sulle aree espositive dei LED wall nelle fiere di moda europee rappresenta un passo verso l'innovazione e la modernizzazione degli eventi del settore. Con la loro capacità di adattarsi e impressionare, questi strumenti luminosi si stanno affermando come un elemento imprescindibile per ogni esibizione moda di successo.
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Nel mondo della pelletteria, le differenze tra i vari pellami e le tecniche di lavorazione della pelle crosta si accoppiano con diverse pellicole sulla superficie, permettendo di scegliere tra varie finiture che tecnicamente si possono realizzare. Le differenze tra i vari tipi di vitello sono significative sia per le loro caratteristiche fisiche che per le applicazioni pratiche.
Pelle Crosta Rugata
Caratteristiche:
- La pelle crosta rugata, spesso semplicemente chiamata "crosta", è una pelle non rifinita, priva di finiture lucide. Questo tipo di pelle è ottenuto da animali come bovini o ovini.
- Presenta una superficie irregolare, spesso con una texture visibile e caratteristiche naturali come pori e segni, il che le conferisce un aspetto "vissuto" e autentico.
- La crosta è generalmente meno costosa rispetto alle pelli rifinite e ha una resistenza moderata.
Utilizzo:
- La pelle crosta rugata è spesso utilizzata per articoli che richiedono una buona traspirabilità, come scarpe, borse, cinture, portafogli e giacche. Può anche essere impiegata per accessori di moda e articoli di pelletteria artigianale.
- È preferita in contesti informali o alternativi dove l'aspetto rustico e naturale è apprezzato, come nell'abbigliamento streetwear.
Pelle di Vitello
Caratteristiche:
- La pelle di vitello proviene da animali molto giovani (vitelli) e ha una grana fine e morbida, con una superficie che si definisce "fiore". Viene trattata secondo le caratteristiche richieste per ottenere varie finiture, dalla lucida all'opaca.
- È conosciuta per la sua eleganza, morbidezza e resistenza. La pelle di vitello è spesso più costosa rispetto alla crosta e viene considerata una pelle di alta qualità.
Utilizzo:
- La pelle di vitello è comunemente utilizzata per capi di abbigliamento eleganti, borse, cinture, portafogli di alta moda, scarpe e articoli di pelletteria di lusso. È ideale per prodotti che richiedono un aspetto raffinato e durevole.
- Grazie alla sua eleganza, è spesso utilizzata in ambito formale e per articoli di alto livello, come accessori per affari o occasioni speciali.
Conclusione
La scelta tra pelle crosta rugata e pelle di vitello dipende dall'uso previsto e dall'estetica desiderata. Mentre la crosta è più adatta per un look rustico e casual, il vitello si presta meglio a situazioni più formali e a prodotti di alta gamma. In generale, la qualità, la lavorazione e l'aspetto finale dell'articolo influenzeranno la decisione nella scelta della pelle.
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La storia della pelle e delle concerie a Firenze ha radici profonde, risalenti al Medioevo. Già nel XIII secolo, la città era nota per la sua abilità nel trattare pelli, grazie alla presenza del fiume Arno, che forniva acqua essenziale per i processi di concia. Le prime concerie si trovavano nel quartiere di Santa Croce, dove i maestri conciatori svilupparono tecniche innovative che portarono Firenze a diventare uno dei centri di eccellenza nella produzione di cuoio.

Nel XV secolo, durante il Rinascimento, l’arte della concia raggiunse un apice di qualità e prestigio. Le merci fiorentine, in particolare il cuoio lavorato, venivano esportate in tutta Europa. La pelle di Firenze era altamente apprezzata per la sua morbidezza e durabilità, utilizzata nella moda, nella pelletteria e nell'arte.
Le botteghe artigiane floreali non solo si concentravano sulla produzione di pelli pregiate, ma erano anche luoghi di innovazione, dove gli artigiani sperimentavano nuovi materiali e tecniche. L’introduzione di pigmenti naturali permise di ottenere una vasta gamma di colori, rendendo la pelle fiorentina un simbolo di lusso e raffinatezza.
Da questi punti si sviluppano attivita' produttive denominate Pelletterie.
Tuttavia, il progresso dell’industria conciaria portò anche a problematiche ambientali, con il fiume Arno che subì un significativo inquinamento a causa dei processi di lavorazione. Negli ultimi decenni, l'industria ha cercato di bilanciare la tradizione con pratiche più sostenibili.
Oggi, le concerie e le pelletterie fiorentine continuano a rappresentare un patrimonio culturale e artigianale unico, contribuendo a mantenere viva una tradizione secolare e a fornire prodotti di alta qualità per il mercato globale. Firenze rimane, quindi, un fulcro della lavorazione della pelle, sinonimo di eleganza e artigianato di eccellenza.
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L'azienda romagnola Campomaggi punta agli Usa. Il trend positivo dell'export 2022 spinge i grandi marchi a evolversi e crescere in nuovi continenti , azione impensabile negli anni 90.
L'azienda specializzata in pelletteria made in Italy a capo dei marchi CAMPOMAGGI e CATERINA LUCCHI chiude il fatturato 2022 a 23 milioni di euro, scresce del 8% e prevede crescita del 6/8 % puntando nel mercato Americano.
“Quest’anno è un po’ diverso perché l’inflazione ha rallentato i consumi ma, allo stesso tempo, si sta delineando una netta crescita negli Usa per quanto riguarda il brand Campomaggi rispetto ad altre aree come Europa e uk, dove storicamente abbiamo sempre avuto buoni risultati”, dichiara a Pambianconews il founder. A testimonianza di ciò l’azienda sta investendo sull’omonimo brand potenziando il canale e-commerce di cui è diventato il Paese principale.
Attualmente Il mercato italiano pesa per il 18 per cento. il marchio è presente in 700 store worldwide, non sono presenti store monomarca ma alcuni corner in department store .
Inoltre Marco Campomaggi è a capo anche di Gabs Srl che dà mandato di licenza al Gruppo Campomaggi per il brand Gabs, acquistato nel 2016
PELLETTERIA FIRENZE - INGROSSO E PRIVATE LABEL
La personalizzazione può avvenire in diversi modi. Ad esempio, è possibile scegliere il colore della pelle, il tipo di cucitura, il design del prodotto e le rifiniture. Potrebbe anche essere possibile aggiungere iniziali, monogrammi o altri dettagli personalizzati sul prodotto.

La personalizzazione degli articoli, unitamente agli accessori (fibbie, tirazip, etc.), fodere interne, etc. può essere effettuata in base alle scelte del cliente con marchiatura a fuoco, in digitale, borchiata, glitterata metallica, stampe, filo.
Tutte le varie fasi di produzione, sono seguite passo dopo passo con attenti e rigorosi controlli di qualità. Partendo dallo sviluppo dei modelli, passando alla progettazione per poi finire alla produzione di pelletteria di alta qualita'
